A chi si rivolge Wikipedia? Si parla del futuro della famosa enciclopedia online, criticata in alcuni ambienti universitari e premiata in compenso dai numerosissimi utenti che dedicano il loro tempo a illustrare o aggiornare i loro argomenti preferiti.
Il che non è poco nell’era della “velocità 2.0” (quanto tempo dedicate alla lettura di un post o la scrittura di un commento?)
Ma andiamo per ordine: la Fondazione che gestisce l’enciclopedia on line potrebbe effettuare delle scelte strategiche per l’evoluzione del progetto, tra cui la valutazione delle voci presenti nell’enciclopedia, ovvero valorizzare quelle storiche o scientifiche rispetto ad argomenti di nicchia o troppo settoriali.
Un modo per conferire a Wikipedia una maggiore autorevolezza, cercando anche di limitare errori o imprecisazioni.
A trattare l’argomento è un lungo e interessante articolo dell’Economist, segnalato dal blog Geekissimo.
Una delle chiavi del successo, a mio parere, è sicuramente il concetto di Wiki, alla base anche di altri progetti paralleli che consentono un’ efficace organizzazione dei contenuti: si tratta di mini-portali tematici che consentono una maggiore reperibilità e navigabilità nell’intero sistema ( Wikidizionario, Wikinotizie, Wikiversità, … accessibili dalla home page)
In gioco vi è un’articolato sistema di relazioni:
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il mondo accademico e scolastico (studenti, docenti, ricercatori) a livello internazionale
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varie fasce di utenti/internauti/esperti: da quelle maggiormente fidelizzate a potenziali portatori di interessi specifici o conoscenze poco diffuse
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lo staff della Fondazione, con eventuali variazioni del clima interno
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i fondatori e gli amministratori a cui spettano le decisioni strategiche
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l’ambiente fatto di continue innovazioni multimediali e progetti concorrenziali come Knol (Google)
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Media e opinion leader online attenti a quell’argomento o quell’altro
E chiaro che una analisi più approfondita ed un ascolto dei pubblici, coinvolti in processi decisionali come questi, sono essenziali per prevedere eventuali comportamenti o tener conto delle varie opinioni.
Un responsabile della comunicazione deve interpretare al meglio il suo ruolo chiave di manager delle relazioni nei momenti più delicati per un’organizzazione.
Le Relazioni Pubbliche non sono solo dei semplici strumenti ma diventano parte integrante di questi processi, acquisendo quel ruolo strategico – riflessivo determinante soprattutto nelle fasi cruciali di ridefinizione degli obiettivi o di change management.
Meglio concentrarsi su determinati pubblici puntando su credibilità e accuratezza nei contenuti?
O Meglio consolidare identità/originalità del progetto, centrato su libera conoscenza e condivisione, e favorire l’incremento di informazioni su qualsiasi argomento?
Domande che richiamano la metafora della nave: un’organizzazione si ritrova sempre più spesso a dover scegliere in quali acque navigare, se aggiustare la rotta, in quali porti approdare, e soprattutto quali e quanti passeggeri imbarcare.
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